Progetto “Finestre” (Centro Astalli)

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di Alessia Sbirnea 2^DL

Mercoledì 12 marzo 2025 noi studenti delle classi 1EL e 1BL (primo turno), 2DL e 2CL (secondo turno) abbiamo preso parte ad un incontro proposto per le scuole dal Centro Astalli, il progetto “Finestre” con l’associazione Popoli Insieme. Abbiamo così potuto incontrare un rifugiato, Constantin, con un doloroso passato alle spalle e nella prima parte dell’incontro abbiamo conosciuto la sua storia: Constantin è nato in Ruanda, un Paese dell’Africa centro-orientale, si è laureato e ha iniziato la sua carriera come professore di francese e swahili in una scuola femminile. Oggi vive in Italia con la moglie e due figlie, ma in Ruanda aveva una grande famiglia che lo aveva sempre supportato nelle sue scelte. Ad un tratto però la sua vita è cambiata radicalmente: nel 1990 scoppiò in Ruanda una guerra etnica tra i gruppi Hutu e Tutsi che portò ad un vero e proprio genocidio di massa, andando a stravolgere anche la vita di Constantin e della sua famiglia per sempre. Avendo perso la famiglia, avendo subito torture fisiche e psicologiche, essendo stato considerato un traditore dalla sua stessa etnia poiché sposato con una donna dell’etnia nemica, avendo assistito alla violenza inflitta sulle sue alunne davanti ai suoi occhi, a Constantin non rimase che fuggire. È da qui che inizia la sua storia di rifugiato, una storia che ancora oggi è difficile per lui da ricordare, ma la cui testimonianza è essenziale per tutti. Inizialmente Costantin fuggì verso il nord del Ruanda, diventando quindi uno sfollato, ovvero un migrante forzato a spostarsi all’interno dei confini nazionali. Ma qui non trovò la salvezza sperata e fu costretto a scappare ancora; arrivò in Congo dove grazie all’ambasciata italiana lì presente riuscì ad ottenere dei passaporti con i quali raggiungere l’Italia. In breve tempo si ritrovò così in Italia, un paese del quale non conosceva la lingua, le leggi, gli usi e i costumi del popolo, un paese nel quale non venne subito accolto ma per molto tempo denigrato. Constantin non si è però arreso, e con le sue forze è riuscito a far valere i suoi diritti, diventando un cittadino italiano e ad oggi un operatore socio sanitario. Quelle che ha subito sono ferite che non verranno mai cancellate dal suo corpo e dalla sua anima, ma la sua forza sta nel raccontarle ancora in memoria di tutti coloro che hanno sofferto e che ancora oggi soffrono. Oltre alla toccante testimonianza di Costantin, gli alunni hanno avuto anche il piacere di conoscere Federica Saletti, un’operatrice dell’associazione Popoli Insieme, associazione che si occupa di accogliere e favorire l’integrazione dei richiedenti asilo. Attraverso dati e statistiche presentate si è compreso meglio quanto il fenomeno delle migrazioni sia esteso a livello mondiale e la natura delle difficoltà che incontrano nei paesi di arrivo i migranti che scappano spesso da condizioni di guerra e di negazione dei diritti. Sono oggi 117 milioni i profughi nel mondo costretti a fuggire per le cause più varie, ma sempre accomunati dalla ricerca di tutela ai propri diritti. È quindi importante oggi interessarsi a questi problemi, chiedendosi “e se fosse successo a me?”, per riconoscerli e affrontarli nelle scelte quotidiane e per poter costruire un futuro migliore.

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